I Giorni della Merla
Alla fine di gennaio, tra il 29 e il 31 (o, secondo alcune tradizioni, tra il 30 gennaio e il 1° febbraio), la cultura popolare italiana celebra i Giorni della Merla, considerati i giorni più freddi dell'anno.
Questi giorni fungono da cerniera tra la profonda quiete dell'inverno e la sottile attesa della primavera.
Prima delle previsioni meteorologiche moderne, contadini e abitanti dei villaggi ascoltavano il vento e osservavano il cielo con riverenza, interpretando i ritmi stagionali come si legge una poesia.
I proverbi meteorologici avevano un significato non solo per la pioggia o il sole, ma per l'allineamento dell'anima con il respiro e il ritmo della natura.
Marc Chagall - Bird Chase - Litogrphy
Il racconto popolare
I Giorni della Merla è un racconto popolare che accompagna questi giorni:
Tanto tempo fa i merli erano bianchi come la neve. Un inveno, una merla, stanca dei guai di gennaio, del gelo e delle tempeste di neve, si preparò a sopravvivere al mese. Si nascose con i suoi piccoli merli per i 28 giorni di gennaio, credendo di aver superato in astuzia la stagione. Ma gennaio indignato, prese in prestito tre giorni da febbraio e scatenò un freddo gelido sul mondo. La merla, sorpresa, cercò rifugio in un comignolo e si scaldò nel fumo che saliva. Quando la bufera cessò, era al sicuro, ma le sue piume erano diventate nere di fuliggine. Da quel giorno in poi, i merli nacquero neri, e quei giorni di gelo divennero noti come i Giorni della Merla.
Il merlo di Dante e il canto della vittoria prematura
Dante, nel Purgatorio, paragona notoriamente la follia umana a un merlo che canta al primo accenno di bel tempo:
“…tanto ch’io volsi in sù l’ardita faccia,
gridando a Dio: “Omai più non ti temo!”,
come fé ’l merlo per poca bonaccia.”
Questa immagine è uno specchio poetico della fretta di celebrare la primavera troppo presto, del nostro desiderio di credere che il viaggio sia compiuto prima che lo sia davvero.
Chagall, gli uccelli e l'anima poetica
Sebbene la tradizione del merlo appartenga alla cultura popolare, la sua vita simbolica risuona nel mondo dell'arte moderna, in particolare nell'opera di Marc Chagall, attualmente in mostra "Chagall, testimone del suo tempo" a Palazzo dei Diamanti a Ferrara.
In questa importante mostra di circa 200 dipinti, disegni e incisioni, l'universo di Chagall si dispiega come un paesaggio onirico in cui animali, uccelli, amanti e forme fluttuanti si muovono tra terra e cielo. La sua arte poetica, simbolica, umana, rivela come gli animali diventino messaggeri della vita interiore, portatori di memoria e simboli di desiderio e speranza.
Come la fiaba popolare della Merla, le immagini di Chagall ci ricordano che il viaggio dell'anima non è né letterale né lineare: è immaginario, paradossale e sempre connesso al colore, alla natura e alla metafora. Le sue figure fluttuanti e gli animali parlanti diventano ponti tra il visibile e l'invisibile, tra ciò che sentiamo e ciò che non riusciamo ancora ad esprimere.
Marc Chagall- Romeo and Juliette lithograph - 1964
I giorni della Merla come calore dell’anima.
Queste giornate fredde offrono un invito: rallentare, osservare, soffermarsi sull'inverno, dentro e fuori, senza correre incontro alle promesse della primavera.
Possiamo
accendere una candela a mezzogiorno e osservarne il bagliore: un piccolo sole nella stagione fredda.
Sederci vicino ad una finestra e osservare gli uccelli invernali trascorrere tranquillamente le loro giornate.
Respirare consapevolmente seguendo il ritmo dell'aria fredda: lungo, lento, attento.
Accendere il camino o una stufa a legna o cucinare qualcosa di lento e caldo.
Marc Chagall - Chasing the Blue Bird - 1969
Per creare un uccellino di fili di lana
Un semplice dono stagionale per i più piccoli che cattura lo spirito di questa tradizione.
Occorrente:
✴ fili di lana di scarto
✴ forbici
✴ un piccolo triangolo di feltro per il becco
Come fare:
Pieghiamo a metà un fascio di fili lana in modo che sia lungo circa il palmo della mano.
Ripetiamo l’operazione con un alatro fascio di fili di colore diverso in modo da agganciarli insieme
Leghiamo appena sotto la piega per creare una "testa" e un collo.
Separiamo i fili sotto il nodo: un lato diventa la testa e la coda, l'altro il corpo e le ali.
Rifilamo delicatamente la parte inferiore dei fili in modo che il corpo dell'uccello risulti uniforme.
Aggiungiamo un becco con un piccolo triangolo di feltro o carta alla testa.
Possiamo aggiungere un breve pezzo di spago in cima per appendere l'uccello vicino a una finestra come segno della fine dell'inverno e dell'avvicinarsi della primavera.
Questo semplice animale incarna lo spirito della fiaba e della stagione: attesa, sopravvivenza, trasformazione.