Quando l'inverno espira
Candelora, il ritorno alla luce.
L'inverno non finisce da un giorno con l’altro.
Allenta lentamente la presa, quasi impercettibilmente.
Verso l'inizio di febbraio, qualcosa cambia: la luce allunga po' il pomeriggio, l'aria porta con sé un accenno di movimento e la terra, ancora fredda e silenziosa, ricomincia a respirare.
Questo momento di soglia è segnato dalla Candelora, celebrata il 2 febbraio, una festa di luce, purificazione e silenziosa speranza.
La Candelora segna il centro tra il solstizio d'inverno e l'equinozio di primavera: un vero e proprio cardine dell'anno. Nelle antiche culture agrarie, raggiungere questo momento significava sopravvivenza.
Le settimane più dure e buie erano alle spalle e la promessa di un rinnovamento era vicina.
Luce che purifica e risveglia.
Nella tradizione cristiana,
la Candelora commemora la Presentazione di Gesù al Tempio, quaranta giorni dopo la nascita, quando Simeone lo riconosce come “luce di disvelamento”
In questo giorno si benedicono
le candele, che simboleggiano non solo la luce fisica, ma anche la chiarezza interiore, il calore e il risveglio morale.
Marianne Stokes, Giorno della Candelora, circa 1901
Ma la Candelora poggia su fondamenta ancora più antiche.
In epoca romana, febbraio onorava la dea Februa (Febris) poi Giunone Februata, associata alla purificazione e al rinnovamento. Nelle terre celtiche, gli stessi giorni venivano celebrati come Imbolc, il giorno di Santa Brigida, dea del fuoco, della guarigione, della poesia e del focolare. Imbolc significa“in grembo”: la terra è ancora dormiente, ma la vita si risveglia sotto la superficie. Inizia la stagione degli agnelli.
I bucaneve, spesso chiamati Campane della Candelora, si vedono spuntare attraverso il terreno ghiacciato.
In tutte le tradizioni il messaggio è lo stesso: la luce sta tornando, anche se non possiamo ancora vederne il pieno effetto.
Vibrare
con la Terra
I proverbi contadini legati alla Candelora riflettono secoli di attenta osservazione:
“Quando vien la Candelora dell'inverno semo fora,
ma se piove o tira vento,
ne l’inverno semo drento".
Ciò che oggi sopravvive come folklore un tempo portava con
sé vera saggezza: la natura parla,
se impariamo ad ascoltare.
Marianne Stokes, A Fisher Girl’s Light, 1899
Celebrare la Candelora: una festività semplice, essenziale, umana.
La Candelora invita alla semplicità. Ci chiede di non affrettare la primavera, ma di onorare la transizione silenziosa.
Possiamo celebrare la giornata con delicatezza:
Accendendo le candele, preferibilmente di cera d'api, il cui caldo bagliore e il cui profumo di miele trasmettono una qualità viva.
Facendo candele con i bambini: stendere o immergere la cera, un'attività lenta e radicante che insegna pazienza e cura.
Pulizia, non come un compito ma come un rituale di preparazione.
Piantando semi oppure lavorando con cereali e fagioli, simboli di potenziale nascosto.
Creando di un piccolo angolo della stagione con bucaneve o primule, pietre, rami e luce di candela.
Una semplice filastrocca
può accompagnare l'accensione della candela:
Piccola luce nel buio risplende,
il lungo inverno un poco s’arrende.
Nel dolce lume della candela
brilla già il sole di primavera.
Marianne Stokes, Una damigella d'onore rumena, 1905
Per i bambini:
giochi di luce
Per i bambini la Candelora non
è una festa di spiegazioni, piuttosto di esperienza.
Cene a lume di candela, storie raccontate al buio, giochi delle ombre ombre sul muro,
una zuppa calda dopo una passeggiata invernale:
sono gesti che rafforzano
la sicurezza interiore e la fiducia nel ritmo della vita.
Questo è una festa dell’attesa, in cui si vive la speranza, la fiducia, senza forzare la crescita.
Proprio come la Terra non ha fretta di risvegliarsi, possiamo guardare all’infanzia come un simile risveglio.
Una soglia da onorare
La Candelora ci ricorda che la trasformazione spesso avviene in modo invisibile.
Le giornate sono ancora fredde. Le notti sono ancora lunghe. Eppure, l'equilibrio è cambiato.
La luce ha iniziato il suo ritorno.
Se gennaio chiedeva coraggio, febbraio sussurra riserbo.
L'inverno insegna la quiete e la Candelora mostra una direzione.
Accendiamo una candela. Raccogliamo le nostre speranze e confidiamo che ciò che riposa presto sorgerà.